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DENNY MENDEZ il "lato oscuro" di Miss Italia

DENNY MENDEZ il "lato oscuro" di Miss Italia - Miss Magazine

Intervista di: Flavio Iacones

Foto tratte da internet

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♥ Intervista a Denny Mendez

 

Denny Mendez è stata la prima ragazza dai lineamenti esotici (è di origini dominicane), ad aver vinto - nel 1996 - l'ambitissimo titolo di Miss Italia. E, nonostante siano già trascorsi 17 anni dal giorno in cui è diventata Miss, la splendida modella è ancora bella e amata come allora. Il titolo di ragazza più bella dello stivale, del resto, le ha offerto in questi anni molteplici possibilità di crescita artistica: pur mantenendo il suo interesse per la moda, la Mendez ha iniziato un percorso nel mondo della recitazione che le sta dando molte soddisfazioni. In passato e stata legata sentimentalmente all'attore e regista di teatro Francesco Apolloni (nel ruolo di Pietro nei due film Scusa ma ti chiamo amore e Scusa ma ti voglio sposare); oggi si accompagna a Oscar Generale.

 

Denny per qualche anno sei stata lontana dalla tv. Che cosa hai fatto nel frattempo?

In questi anni ho comunque proseguito a studiare recitazione per riuscire ad affermarmi come attrice. Sono attiva dal punto di vista teatrale e di recente ho concluso la stagione in Campania e in Sicilia dello spettacolo Una moglie coi baffi di Raffy Shart, scritto da Enrico Vaime, per la regia di Cesaro e Miele.

Quale ritieni sia stato il momento decisivo per la tua carriera di attrice?

Senza dubbio la mini serie tv "Chiaroscuro", nel 2003, in cui ho interpretato il ruolo della protagonista al fianco del grande Nino Manfredi. Da lì in poi ho capito che avrei dovuto fare sul serio e ho iniziato a studiare recitazione.

Quindi si può dire che sei una delle poche Miss Italia che strizza l'occhio alla recitazione...

Sì, dopo il concorso ho constatato che il pubblico mi apprezza e mi segue anche come attrice. E poi negli anni, naturalmente, è avvenuta anche una trasformazione nel mio aspetto. Ora sono più donna.

La moda fa ancora parte dei tuoi impegni lavorativi?

Si, continuo a essere testimonial di alcuni marchi di abbigliamento, ho un approccio diverso nei confronti della moda e dell'ambiente che mi circonda.

E il cinema che posto occupa nei tuoi progetti?

Per me fare cinema sarebbe una cosa grandiosa, meravigliosa. È il sogno che ogni attore cerca di realizzare, non tanto per il cinema in sé e per sé, quanto piuttosto per la storia che attraverso questo mezzo si può raccontare. Nell'ultimo periodo mi ha colpito il film di Silvio Muccino, "Un altro mondo", per la delicatezza con il quale è stato girato.

Con quale regista ti piacerebbe lavorare?

Sto facendo la corte spietata a Pupi Avati con il quale presto sosterrò un provino.

È già previsto oppure è solo un tuo obiettivo?

No, è determinazione.

Pedro Almodovar e Ferzan Ozpetek potrebbero essere tra i tuoi "prescelti"?

Ci sono molti registi, della nuova generazione del cinema italiano nei quali credo, perché attraverso ognuno di loro, si può constatare a che punto è il nostro cinema, quali sono le visioni che hanno.

Qual è lo stato di salute del cinema di "casa nostra"?

Il sistema del cinema sperimenta poco le giovani attrici e questo dipende essenzialmente dalle richieste del pubblico. A volte è proprio questo che compromette la possibilità di lavorare.

Quale sarebbe il film nel quale ti avrebbe fatto piacere lavorare?

Avrei voluto vestire i panni della mitica Rossella Hoara in "Via col vento", perché rappresenta una donna forte. Mi sento legata ai classici.

Hai preso parte anche a un’edizione del reality game "La Talpa". Quanto è contata per la tua carriera quella tappa?

Nulla, perché in realtà in quell'occasione sono stata una vera a propria "talpa", in quanto sono uscita subito dal gioco.

Sei passata anche alla storia di Miss Italia per essere la prima “reginetta” che non rispecchiava i canoni della bellezza italiana, per via delle tue origini dominicane. Come è cambiato il modo di intendere la bellezza italiana dopo la tua partecipazione?

Riguardo al mio primato posso dire che da quell'anno in poi, a parte la bellezza, è nato un dibattito sociale legato al colore della mia pelle. Quindi, in un certo senso, la mia vittoria ha aperto una nuova strada di speranza per altri popoli.

 

Data d'inserimento: 01032013

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